Pasquale Videtta

Posts Tagged ‘Travaglio’

Il momento più basso di Servizio Pubblico

In Politica, Televisione on 11 gennaio 2013 at 14:04

santoro berluIeri sera Silvio Berlusconi ha vinto su tutti i fronti. E’ riuscito a dire cose abbastanza sensate sul debito, sul fiscal compact e sul ruolo della BCE; ha fatto infuriare Santoro; ha depotenziato le accuse che gli sono state rivolte, non smentendole, ma affrontando tutto con il cabaret, con le battute, con gag più adatte ad un circo che ad una trasmissione televisiva. Della puntata di ieri, se ci pensate, non resterà impresso l’ottimo editoriale di Travaglio (mi riferisco al secondo), né le accuse, né le contraddizioni. Della puntata di ieri si ci si ricorderà della “sua” lettera al vice-direttore del Fatto Quotidiano, che agli occhi dell’italiano medio risulterà un diffamatore di professione, delle sue frecciate con Santoro, della sua posa nel momento in cui è stato definito «latin lover», delle «scuole serali», del «non sapete nemmeno scherzare», della pulizia della sedia.

Ma la più grande vittoria di Berlusconi è stata quella di far ammettere a Santoro che vi era stato un accordo tra le due parti affinché non si parlasse dei processi. «Lei non ha rispettato le regole che ci siamo dati», ha sbottato il conduttore di Servizio Pubblico e il leader del Pdl ha colto la palla al balzo: «Quali regole?», ha domandato retoricamente la prima volta e dopo non aver ricevuto risposta ha ripetuto: «Che regole?».  Al che Santoro ha ammesso: «Di non entrare nel merito dei processi». Sì, il momento più basso di Servizio Pubblico di ieri non è stata la performance da cabaret di quello che è stato il presidente del Consiglio, bensì l’ammissione del conduttore di essere sceso a “patti con il diavolo”, concordando che non si sarebbe affrontato il tema più spinoso in assoluto per il Cavaliere: i problemi giudiziari.

Ritengo il tutto particolarmente grave. Un giornalista non può e non deve mai perdere la sua autonomia, non può e non deve porre limiti alle domande, non può e non deve scendere a compromessi di alcun tipo con il suo interlocutore. Se “Tizio” non accetta che determinate questioni gli vengano poste, non lo si ospita. Semplice. Magari non si otterrà il 33% di share, ma la propria professionalità e la propria dignità resteranno intatte.