Pasquale Videtta

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Fidanzati(ni) d’Italia

In Attualità, Politica on 26 maggio 2013 at 14:54

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Quanti sono i Fidanzati(ni) d’Italia? Centinaia? Migliaia? Dove vivono? Non lo sa nessuno.

Corigliano Calabro, Cosenza, un fidanzato di origine italiana, uccide la ragazza di 16 anni con un coltello. Prosegue poi dandole fuoco. Dopo aver compiuto il delitto, trasporta il cadavere in campagna.
Cerignola, Foggia, un fidanzato italiano, già identificato per spaccio, uccide a colpi di pistola la sua ex ragazza di 16 anni. I fidanzati(ni) d’Italia girano da tempo per l’Italia indisturbati.
Fontana di Rubiera, un italiano, Ivan Forte, strangola la fidanzata. Senza un motivo. E dopo averla soffocata, Forte è stato per venti ore a pensare; a meditare come farla franca. Nel frattempo ha scaldato il latte e dato da mangiare al piccolo con il biberon. Poi ha messo in atto il suo piano: ha dato fuoco al corpo della donna e a tutto l’appartamento, per simulare una fatalità e cancellare le prove di quell’orrore.

Chi è responsabile? Non la Polizia che più che arrestarli a rischio della vita non può fare. Non la magistratura che è soggetta alle leggi. Non il Parlamento, che ha fatto della sicurezza un voto di scambio elettorale tra destra e sinistra e ha creato le premesse per la nascita del femminicidio in Italia.
Nessuno è colpevole, forse neppure i fidanzati(ni) d’Italia. Se gli danno l’infermità mentale presto saranno di nuovo uomini liberi.

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Hitler e Mussolini sono vivi

In Attualità on 27 gennaio 2013 at 14:18

Hitler_and_Mussolini_June_1940Hitler e Mussolini sono vivi.

Sono vivi quando deridete un omosessuale, quando lo emarginate, quando lo private della sua libertà, della sua dignità, del suo amore, dei suoi diritti, quando lo etichettate come «frocio», «finocchio», «ricchione», «checca», quando dite che «ci sono cose più importanti da affrontare».

Sono vivi quando criminalizzate i migranti, quando li aggredite, quando vorreste «mandarli tutti a casa», quando considerate il colore della pelle una colpa, quando iniziate a dire «io non ho nulla contro i neri, ma… se… forse…», quando rispondete con l’indifferenza o con il disprezzo alla povertà, al bisogno d’aiuto, quando vi dimenticate che il nostro Paese è così ricco perché, nel corso della storia, ha avuto una mescolanza di culture enorme.

Sono vivi quando discriminate le persone in base all’orientamento religioso, quando impedite ai musulmani di avere luoghi di culto e di pregare liberamente, quando li considerate tutti dei pericolosi estremisti, quando continuate a dire «sporchi ebrei», «islamici di merda», «Italia agli italiani», quando chiudete gli occhi dinanzi ad un’ingiustizia.

Sono vivi quando ridete della disabilità, quando schernite un diversamente abile, quando usate la parola «handicappato» come offesa da rivolgere a qualcuno.

Sono e saranno vivi finché la dignità di ognuno non verrà riconosciuta, finché i diritti e le conquiste dei «diversi» verranno considerati come la vittoria di una minoranza e non la vittoria dell’intera società.