Pasquale Videtta

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Perché questo silenzio, Presidente Napolitano?

In Politica on 4 aprile 2013 at 17:59

nicola-mancino-giorgio-napolitanoCome ho scritto pochi giorni fa su Facebook, durante il suo triste settennato Giorgio Napolitano ha firmato il legittimo impedimento, il Lodo Alfano, la legge salva-liste del Pdl (Regionali Lazio), la finanziaria che raddoppiava l’Iva a Sky, lo scudo fiscale, le «norme razziali» (cit. Famiglia Cristiana) e anti-rom di Maroni, ha permesso a B., nel 2010 (durante la prima crisi), di ricompattare la maggioranza attraverso la compravendita di parlamentari, ha impedito il ritorno al voto nel 2011, ha nominato un presidente del Consiglio imposto dall’Europa, avvallando tutte le sue contro-riforme sociali, ha prorogato il mandato di un presidente del Consiglio mai eletto (violando per di più la Costituzione, secondo un articolo de l’Espresso) e ha messo in piedi una mini Commissione Bicamerale, azzerando (di fatto) l’esito delle elezioni.

Siccome al peggio non c’è mai fine, Napolitano (che, voglio ricordarlo, presiede altresì il Csm) è riuscito a superarsi ulteriormente, questa volta non tramite una delle sue celeberrime firme o scontrandosi con la procura di Palermo (la stessa che indaga sulle stragi), ma trincerandosi nel silenzio. A distanza di due giorni dalle gravissime minacce di morte di Cosa Nostra al pm antimafia Nino Di Matteo (impegnato nelle indagini sulla cosiddetta Trattativa tra Stato e mafia, che ha portato al rinvio a giudizio Totò Riina, Antonino Cinà, Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca; il figlio dell’ex sindaco di Palermo, Massimo Ciancimino; gli ex ufficiali dell’Arma, Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno; l’ex senatore del Pdl Marcello Dell’Utri; l’ex ministro Nicola Mancino, accusato di falsa testimonianza), dal Quirinale non si è levato nemmeno un sospiro. Non una parola, non un gesto di vicinanza, non un monito. Pensate: ha avuto la preoccupazione di rispondere quest’oggi a Matteo Renzi, ma non di dedicare un messaggio di pieno appoggio ad un servitore dello Stato in pericolo.

Nulla, muto come una tomba. La stessa che i mafiosi vorrebbero scavare al pm Di Matteo.

P.S. Sarebbe opportuno se, oltre ad esprimere vicinanza, Napolitano si spendesse in prima persona al fine di archiviare il pretestuoso e pericoloso procedimento disciplinare del Csm contro Nino Di Matteo.

AGGIORNAMENTO (20.08): Mi segnala l’amica Valeria Bonanno che, fortunatamente, non tutti hanno deciso di chiudere occhi, orecchie e bocca. Sonia Alfano, presidente della Commissione Antimafia Europea, riferirà il tutto nella prossima seduta plenaria del Parlamento Europeo.

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