Pasquale Videtta

Posts Tagged ‘M5S’

Pd e Sel, consultate i vostri iscritti, non B.

In Partiti, Politica on 16 aprile 2013 at 13:27

gabanelliIl M5S ha scelto. La candidata alla Presidenza della Repubblica sarà una donna, una giornalista seria, pericolosa per chi commette o ha commesso atti illeciti e quindi esemplare: Milena Gabanelli.

Tuttavia, non voglio concentrarmi sulla figura cristallina della conduttrice di Report (che a mio avviso rifiuterà la candidatura, così come Gino Strada), né sulle sue (presunte) mancanze istituzionali, ma sul processo che ha portato a tale scelta. Un processo che – in tutti i suoi limiti – ha consentito a dei semplici iscritti di scegliere il proprio candidato.

Per questo sono abbastanza patetiche le critiche e le ironie verso le Quirinarie del M5S, specie se poi si sta in silenzio dinanzi alle candidature (Marini, Amato, Finocchiaro, D’Alema) del proprio schieramento politico o se, peggio ancora, si dà la colpa di un eventuale inciucio Pd-Pdl per la Presidenza della Repubblica a Grillo, dimenticandosi che è stato Bersani a richiamare – dopo l’incontro con Monti – «un nome di unità nazionale» e «la massima convergenza». Se il Pd non volesse davvero convergenze parallele e soavi corrispondenze d’amorosi sensi con B., non solo non avrebbe fissato un incontro, ma avrebbe proposto sin da subito un nome di rottura (vi dice niente Stefano Rodotà?). Così non è stato.

Ecco, anziché deridere il meccanismo di scelta del M5S, forse sarebbe il caso di allargarlo ad una platea ancor più estesa. Sarebbe gradito, insomma, che Pd e Sel (rappresentate da Bersani) cercassero convergenze con i propri iscritti, “incontrandoli” con delle apposite «Quirinarie», piuttosto che cercarle con B., incontrandolo nelle segrete stanze.

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Trasparenza vafankulo!!!111

In Partiti, Politica on 5 aprile 2013 at 11:05

Schermata 2013-04-05 a 13.00.44Nel mondo a 5 Stelle la trasparenza va bene, ma solo se riguarda gli altri. Se poi la si deve applicare a se stessi, diventa un fastidio, un optional.

Oggi i deputati grillini s’incontrano con il loro capo-politico Giuseppe Piero Grillo: nessuno conosce il luogo della riunione, nessun giornalista potrà essere presente. La tanto decantata «diretta streaming» non si farà: le telecamerine (come le chiama il capo-politico del M5S nei suoi spettacoli) non sono ammesse.

Eppure, proprio sul blog di Grillo, sono tanti i riferimenti alla «trasparenza».

Il 2 Marzo 2012, ad esempio, Beppe se la prende con alcuni consiglieri per aver discusso su un forum privato: «La discussione che segue è tratta da un forum privato (trasparenza?) al quale hanno partecipato alcuni consiglieri del M5S. Leggerli mi ha fatto cadere le palle».

Il 25 Agosto 2012 viene ospitato un commento di tal Roberto B sulla Costituzione islandese: «Chiunque poteva seguire i progressi della Costituzione davanti ai propri occhi. Le riunioni del Consiglio erano trasmesse in streaming online e chiunque poteva commentare le bozze e lanciare da casa le proprie proposte (come nei comuni dove il M5S è eletto). Veniva così ribaltato il concetto per cui le basi di una nazione vanno poste in stanze buie e segrete, per mano di pochi saggi».

Il 4 Settembre 2012 Grillo, rispondendo alle critiche di Martin Schulz, è ancora più esplicito:  «Il MoVimento 5 Stelle è per la trasparenza assoluta di ogni atto pubblico. Il MoVimento 5 Stelle non lavora anonimamente, ma pubblicamente».

13 Settembre 2012, nuovo post. Questa volta viene riportato il parere di Andrea Defranceschi, consigliere regionale del M5S in Emilia-Romagna: «Il nostro elettorato, me compreso, è iperesigente, ipersensibile verso la trasparenza e verso la democrazia. Per cui il dibattito è in rete, è aperto, mentre negli altri partiti è nelle segrete stanze, da noi è aperto».

Claudio Messora (in arte «byoblu»)il 15 Settembre 2012, attacca «quei gruppi dove si discute di nascosto». 

Nuovo giro, altro post. E’ il 23 Ottobre 2012 e sul blog di Grillo compare un post di Giancarlo Cancelleri: «Noi siamo e saremo sempre per la trasparenza e per la partecipazione, anche per quanto riguarda le attività del movimento».

Non è finita qui. Il 26 Marzo 2013, quindi pochi giorni fa, la capogruppo alla Camera Roberta Lombardi si scaglia contro le decisioni prese in segreto dai partiti: «Un decreto fatto in fretta e furia nelle segrete stanze come è solita fare la politica per una porcata di fine legislatura».

Vale sempre il detto: «Fate quel che dico, ma non fate quel che faccio».

La Val di Susa sceglie Grillo. Bersani ora fermi il Tav

In Politica on 27 febbraio 2013 at 10:34

grillo tavSuccesso nel successo per Beppe Grillo e il M5S. Oltre allo straordinario risultato ottenuto su scala nazionale, il MoVimento del comico genovese ha trionfato in tutti i Comuni della Val di Susa direttamente toccati dalla questione Tav. Il Pd, qualora ce ne fosse ancora bisogno, si è dimostrato totalmente distaccato rispetto al contesto territoriale ed è stato punito, toccando in più casi percentuali che vanno dal 6% al 9%. Stessa sorte per Sel (contraria al Tav in Val di Susa), che con ogni probabilità ha pagato il sostegno a Fassino nel Comune di Torino e l’alleanza con i democratici alle elezioni politiche.

Il 23 marzo tutti i 156 parlamentari del Movimento 5 Stelle saranno alla manifestazione in Val di Susa per ribadire il no al Tav e ciò (giustamente) porterà loro ulteriore visibilità.

Pierluigi Bersani avrebbe la possibilità di trasformare una manifestazione di protesta in una giornata di festa, riavvicinare gli elettori della Valle al Pd. Per far sì che ciò sia possibile, c’è una sola cosa da fare: annunciare, in quella stessa data, il blocco del progetto.

COMUNE DI SUSA
Camera: M5S 42,7%; Pd 14,3% + Sel 2,1%
Senato: M5S 41,3%; Pd 15,6% + Sel 1,9%

COMUNE DI CHIOMONTE
Camera: M5S 37,5%; Pd 16,1% + Sel 0,8%
Senato: M5S 34,8%; Pd 17,8% + Sel 1,2%

COMUNE DI BUSSOLENO
Camera: M5S 46,2%; Pd 18,4% + Sel 2,6%
Senato: M5S 44,5%; Pd 19,4% + Sel 2,5%

COMUNE DI VENAUS
Camera: M5S 58,1%; Pd 10,5% + Sel 1,7%
Senato: M5S 47%; Pd 9,3% + Sel 1,9%

COMUNE DI AVIGLIANA
Camera: M5S 37,8%; Pd 19,1% + Sel 3,9%
Senato: M5S 35,5%; Pd 21,5% + Sel 3,4%

COMUNE DI EXILLES
Camera: M5S 53,2%; Pd 6,9% + Sel 2,9%
Senato: M5S 51,8%; Pd 9,6% + Sel 1,8%

COMUNE DI ALMESE
Camera: M5S 39,8%; Pd 19,3% + Sel 3,1%
Senato: M5S 41%; Pd 18% + Sel 3,3%

COMUNE DI RUBIANA
Camera: M5S 40,4%; Pd 19,2% + Sel 3,8%
Senato: Pd M5S 37,7%; Pd 20,9% + Sel 4,2%

COMUNE DI CONDOVE
Camera: M5S 42,4%; Pd 18,5% + Sel 3,5%
Senato: M5S 40,2%; Pd 20,0% + Sel 3,3%

COMUNE DI SANT’ANTONINO DI SUSA
Camera: M5S 41,5%; Pd 17,9% + Sel 2,6%
Senato: M5S 40,2%; Pd 19,5% + Sel 2,3%

COMUNE DI MATTIE
Camera: M5S 53,2%; Pd 15% + Sel 3,2%
Senato: M5S 49,3%; Pd 17,8% + Sel 1,9%

COMUNE DI GRAVERE
Camera: M5S 42,7%; Pd 14,6% + Sel 0,9%
Senato: M5S 39,5%; Pd 16,2% + Sel 1,2%

COMUNE DI MEANA DI SUSA
Camera: M5S 45,5%; Pd 11,5% + Sel 2,0%
Senato: M5S 43,5%; Pd 14,3% + Sel 1,8%

COMUNE DI GIAGLIONE
Camera: M5S 44%; Pd 14,7% + Sel 5,9%
Senato: M5S 43,5%; Pd 16%; Sel 4,2%

COMUNE DI SALBERTRAND
Camera: M5S 40%; Pd 14,8% + Sel 3,9%
Senato: M5S 37,2%; Pd 16,1% + Sel 4,2%

COMUNE DI BRUZOLO
Camera: M5S 45,7%; Pd 18,2% + Sel 3,1%
Senato: M5S 43,5%; Pd 19,1% + Sel 2,2%

COMUNE DI SAN DIDERO
Camera: M5S 51%; Pd 11,2% + Sel 2,2%
Senato: M5S 48,2%; Pd 12,5% + Sel 2,1%

COMUNE DI BORGONE SUSA
Camera: M5S 42,9%; Pd 19,3% + Sel 2,3%
Senato: M5S 40,8%; Pd 20,1% + Sel 3,0%

COMUNE DI BUTTIGLIERA ALTA
Camera: M5S 31,5%; Pd 22,5% + Sel 3,2%
Senato: M5S 29,2% Pd 24,6% + Sel 2,9%

COMUNE DI SANT’AMBROGIO DI TORINO
Camera: M5S 45,2%; Pd 18,0% + Sel 1,9%
Senato: M5S 42,9%; Pd 19,1% + Sel 1,6%

COMUNE DI VAIE
Camera: M5S 50,4%; Pd 13,7% + Sel 2,5%
Senato: M5S 49,2%; Pd 15% + Sel 1,9%

COMUNE DI ROSTA
Camera: M5S 33,2%; Pd 20,8% + Sel 2,8%
Senato: M5S 31%; Pd 22,7% + Sel 2,5%

TAV tracciato

Giovanni Favia, ipocrisia a 5 Stelle

In Partiti, Politica on 11 gennaio 2013 at 19:06

favia--620x420E così Giovanni Favia, che mi definiva «pagato da Vendola» per avergli fatto notare la sua scarsa concezione democratica (che lui stesso rimproverava a telecamere spente al M5S, segno che, come si suol dire, «la mela non cade mai lontano dallalbero»), dopo essere stato epurato e mandato «fuori dalle palle» da Grillo, ha ufficializzato la candidatura come capolista alla Camera in Emilia-Romagna con il movimento Rivoluzione Civile di Ingroia.

Dopo tanta bella retorica su quanto siano giuste solamente due legislature, su quanto sia entusiasmante fare politica fuori dai Palazzi, Favia (che è al suo secondo mandato, visto che è stato consigliere comunale a Bologna dal 2009 al 2010 ed attualmente è consigliere regionale in Emilia-Romagna) ha deciso di tradire un principio propagandato con il MoVimento, inderogabile, che non prevedeva che si calcolasse la durata effettiva del mandato stesso.

Sì, Favia le 5 stelle le merita tutte. Nell’ipocrisia.

P.S. Che l’ex consigliere grillino sia solito cambiare radicalmente idea è evidente nel confronto tra questo filmato e questo.

Parma, da Stalingrado a Caporetto grillina

In Politica on 4 gennaio 2013 at 14:32

grillo_pizzarotti

«Parma è la nostra piccola Stalingrado. Se in questa città diventerà portavoce sindaco una persona per bene, un cittadino disinteressato che da bambino sognava di cambiare in meglio il mondo come Federico Pizzarotti, allora tutto è possibile in questo disgraziato Paese. La democrazia diretta potrà affermarsi in ogni Comune italiano e nelle Istituzioni. Parma Caput Mundi»
(Beppe Grillo, 13 Maggio 2012)

Sembrano ormai lontani i tempi in cui Beppe Grillo urlava dal palco di Parma contro la casta, contro l’inceneritore Iren (e Nichi Vendola) e contro i disastri delle precedenti amministrazioni. Quella che sarebbe dovuta essere la Stalingrado grillina è divenuta una Caporetto. Altro che Eden felice e spensierato: la città guidata da Pizzarotti non solo non ha registrato alcun passo in avanti ma, semmai, ne ha compiuti diversi indietro. Tante le promesse da marinaio  del sindaco a 5 Stelle e del suo spin-doctor genovese. Troppe per passare inosservate.

La riduzione dell’Imu tanto sbandierata? Può attendere. Resta l’aliquota allo 0,6% (il massimo consentito): «Prima di tutto dovevamo mettere in sicurezza i conti del Comune», si è giustificato in un’intervista rilasciata a La Stampa il 27 Dicembre: sembra un Mario Monti qualsiasi, ma è proprio Pizzarotti. E per quanto riguarda l’Irpef? Anche lui al massimo: 0,8%. Nessun ritocco.

Sonora bocciatura anche per il capitolo “Quoziente Parma”, che consisteva in una serie di sgravi fiscali per le famiglie in difficoltà, a seconda del numero di figli. Che fine ha fatto? E’ stato cancellato, malgrado gli elogi in campagna elettorale, in pompa magna dalla giunta grillina, perché «costa troppo».

Nemmeno gli asili nido vengono risparmiati: dopo la sospensione del progetto Giocampus (considerato un’eccellenza a livello italiano ed europeo), Pizzarotti si è spinto oltre, aumentando le rette a seconda del reddito fino al 20%.

Ma è sull’inceneritore Iren (definito un «tumorificio»), vero cavallo di battaglia del sindaco a 5 Stelle, che quest’ultimo ci ha rimesso completamente la faccia. «Per fare l’inceneritore dovranno passare sul cadavere di Federico Pizzarotti», aveva garantito Beppe Grillo il 21 Settembre. Peccato che il Tribunale del Riesame di Parma abbia respinto il ricorso del Comune, stabilendo che l’inceneritore si farà.

Eppure ce lo ricordiamo tutti il guru genovese strepitare dai palchi, vomitare battute omofobe contro Nichi Vendola, responsabile, a suo dire, di fare affari con Emma Marcegaglia per la costruzione degli impianti. La realtà, però, è ben diversa e ben più complessa, visto che il Presidente della Regione Puglia si è trovato in una situazione simile rispetto a quella del sindaco  grillino: iter degli inceneritori privati già avviato (nel 2003), bandi già vinti e vincoli europei da rispettare.

La realtà, appunto: la peggior avversaria del Movimento 5 Stelle.