Pasquale Videtta

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Sarà solo colpa vostra

In Elezioni 2013, Politica on 7 febbraio 2013 at 13:55

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Mancano ormai (e per fortuna) diciassette giorni alla fine di questa orrida campagna elettorale, contrassegnata dall’assenza pressoché totale di programmi e proposte, da militanti diventati avvocati di partito, piccoli Gasparri e Ghedini ancora in fasce. Non una discussione sui contenuti, prime pagine occupate da possibili (io direi sicuri) accordi di Palazzo tra il Partito Democratico e i centristi, dibattiti sul web incentrati sulla figura di Li Gotti, sul voto utile, su quanto Ingroia sia manettaro poiché magistrato.

Il duo Vendola-Bersani crolla nei sondaggi (siamo passati da una forbice del 10-11% a una del 3-5%) non a causa di un pericoloso procuratore di Palermo, ma perché il candidato leader della coalizione va ripetendo da mesi, e con maggiore insistenza dalle primarie in poi, che il destino del centrosinistra sarà quello di accordarsi e di allearsi con l’allegra compagnia montiana.

Berlusconi, seppur in maniera demagogica, riesce ancora a dettare l’agenda e ad ottenere la ribalta sui media anche attraverso delle idee (la restituzione dell’Imu o il condono tombale), condivisibili o meno che siano. Il grande problema di Italia Bene Comune, invece, è che non vi è una sola proposta condivisa sia da Sel che dal Pd capace non dico di far sognare, emozionare, sperare, ma quantomeno di attirare l’attenzione da parte della stampa e degli elettori. Fateci caso: i titoli principali sul centrosinistra riguardano solamente l’accordo con il Centro. Non c’è un solo punto programmatico forte in cui una persona di sinistra si possa identificare pienamente.

Non c’è il reddito minimo garantito (Bersani ha parlato di salario minimo; qualcuno lo spieghi al Corriere della Sera); non c’è la rinegoziazione del fiscal compact e del pareggio di bilancio; non c’è il ripristino dell’art.18; non c’è la legalizzazione dei matrimoni omosessuali, delle droghe leggere e della prostituzione; non c’è nessuno che nomini il testamento biologico, l’eutanasia o un qualsiasi tema etico; non c’è (più) nemmeno la patrimoniale; non c’è il no al Tav in Val di Susa e così via.

Ecco perché poi gli elettori di sinistra, stanchi degli accordi di Palazzo e di dover sentire un giorno sì e l’altro pure che l’alleanza con Casini, Fini, Binetti, Monti e Buttiglione si farà, si rifugiano nel voto verso Grillo o Ingroia. Non per spirito di autolesionismo, non perché godono nel vedere il centrosinistra perdere, ma perché stufi di assistere ad una coalizione rinunciataria, pavida, subalterna, triste e grigia. Perché una persona che si riconosce nei punti sopraelencati dovrebbe votare per una coalizione che, evidentemente a causa del Pd, quei punti non li porterà avanti?

E no, non date colpe agli elettori per quelli che sono solo vostri demeriti, mancanze e silenzi. Non chiedete il «voto utile» per scongiurare il ritorno di qualcuno (quel “qualcuno” che avete aiutato e resuscitato per vent’anni). Chiedete, piuttosto, il voto libero e consapevole per realizzare qualcosa. Altrimenti la colpa sarà solo vostra e il voto verso qualcun’altro una semplice conseguenza.