Pasquale Videtta

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Alessio De Giorgi, il «cuore a sinistra» e la poltrona al centro

In LGBTQ, Politica on 10 gennaio 2013 at 13:40

Alessio_de_GiorgiSono sempre stato convinto che la rovina del mondo omosessuale sia diretta responsabilità anche dei cosiddetti “vip gay” prestati alla politica. Di questa schiera fa parte Alessio De Giorgi, direttore di gay.it, presidente toscano dell’Arcigay dal 2000 al 2006, ambasciatore italiano dell’International Gay and Lesbian Travel Association e grande sostenitore di Matteo Renzi (al punto da essere uno dei soci fondatori delle Officine Democratiche) alle primarie del centrosinistra. Durante la competizione tra Bersani, Vendola, la Puppato, Tabacci e il sindaco fiorentino lui si schierò proprio con quest’ultimo perché, a suo dire, con l’attuale segretario del Pd i diritti civili sarebbero stati sacrificati in nome dell’alleanza con Pierferdinando Casini. In un post del 29 Novembre sull’Huffington Post, intitolato “Non mi fido di Bersani (e Casini), per questo sui diritti civili dico Renzi”, De Giorgi spiegava con convinzione il perché fosse necessario sostenere il “buon” Matteo:

«Mentre Bersani non disdegna, anzi, quasi auspica un’alleanza con Pierferdinando Casini, Renzi è stato chiaro anche in questo. Bersani […] sa che non potrà prescindere dai suoi (di Casini, ndr) voti. E significherebbe affossare ancora una volta una promessa; […] ci costringerebbe, insomma, a rimanere cittadini di serie B. Davvero vogliamo umiliare ancora le coppie di fatto di questo paese?».

Votare Renzi per non avere il leader dell’Udc, quindi. Peccato che è di oggi la notizia, annunciata dal diretto interessato, che De Giorgi sarà candidato in Toscana, al Senato, con lista Monti. Qualcuno dovrebbe ricordargli che, nella lista in questione e in coalizione, ci saranno anche lo stesso Pierferdinando e la collega Paola Binetti, così come Buttiglione e Fini. Questo sì, è effettivamente umiliante.

Sempre il 29 Novembre, lo smemorato De Giorgi rimproverava Massimo D’Alema, reo di porre i diritti civili in secondo piano rispetto alla crisi economica:

«Se pensiamo che le proposte di legge per regolarizzare le convivenze che sono nei cassetti del parlamento sono 8 a cui se ne aggiungono 2 sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, si capisce quanto in basso debba trovarsi nella lista di priorità dei politici la regolarizzazione di un milione di famiglie “non tradizionali”. Se qualcuno avesse dubbi, D’Alema ha espresso il concetto con chiarezza più volte: “i problemi degli italiani sono altri”; che comunque è un salto in avanti rispetto a – cito sempre D’Alema – “il matrimonio gay offenderebbe il sentimento religioso degli italiani”».

Oggi, sempre De Giorgi, affetto da chissà quale forma di dimenticanza, si candida appunto con Monti che ha definito quello dei diritti civili «un tema importantissimo, ma non urgente». Anzi, ora è lui stesso ad affermare che «è evidente che di fronte ad una crisi economica, le nostre battaglie non siano tra le primissime cose da affrontare». Una dichiarazione che fa rima con il «la crisi viene prima dei diritti gay» del rimproverato D’Alema. Evidentemente il 29 Novembre non si era ancora accorto dello stato economico del Paese. O più semplicemente è un jukebox di dichiarazioni a seconda della propaganda da attuare e del candidato da sostenere.

Altra curiosità: nella sua biografia sull’Huffington Post, De Giorgi si definisce «col cuore a sinistra». Un giorno sarà in grado di spiegarci cosa ci sia di “rosso” nei “compagni” Monti, Fini e Casini. No, perché l’unica cosa che avrà a sinistra, seduta al suo fianco, sarà Paola Binetti.

UPDATE 16.40: Segnalo il post di Luca Sappino: se De Giorgi parla come la Bindi…

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